Questo è il primo articolo di “pensiero personale” che vado a scrivere sul mio blog da quando è stato aperto, e voglio prendere in causa un argomento di discussione che ritengo molto importante, per tutte quelle persone che vogliono fare business online, oggi, nel 2018.

Ho sempre cercato di dare tips, tutorials e suggerimenti per aiutare le persone nel mondo dell’online, che si trattasse di Web Designer (solo aspetto tecnico) o Marketers (solo aspetto marketing), o una figura ibrida tra le due (un po come la mia).

Ma di cosa voglio parlare quindi? Partiamo un attimo dalle basi.

Tutti noi (me compreso) che stiamo cercando di costruirci una figura online sempre più forte nel settore del marketing, della comunicazione digitale o come volete chiamarla voi, abbiamo sempre avuto delle figure “paterne” alle quali ci ispiriamo, da usare come modello di riferimento per il nostro business online.

Persone che hanno già ottenuto ciò a cui noi stiamo aspirando, professionisti competenti, capaci di aiutare migliaia di persone e aziende ad incrementare il loro fatturato online.

Io, personalmente, senza troppi giri di parole, seguo da sempre Dario Vignali.

Imprenditore, giovanissimo, esperto di Digital Marketing e business online, CEO di Marketers, consulente per grandi aziende, viaggiatore e bla bla… Potremmo andare avanti ore.

CHIUNQUE, sia un minimo dentro al settore, sa di chi stiamo parlando.

Stiamo parlando di colui che, assieme all’aiuto di altri, ha fondato Instagram On Fire e Instadvanced, i due migliori corsi in Italia per capire ed imparare a usare Instagram per fare business online.

Finite le dovute presentazioni, vorrei riportare lo screen di un post degli ultimi giorni scritto da Dario Vignali sulla sua pagina Facebook, che trascriverò qui di seguito per comodità.

Business Online

150.000 FOLLOWERS in 24 ORE 

No. Questa non è una buona strategia.

Riguarda un evento parecchio brutto che è successo ieri.

Se mi segui, potrei doverti bloccare su instagram ( e non sto scherzando).

Ma prima, un passo indietro. “Renato ma quanto sarebbe brutto se una persona ti comprasse 100.000 followers falsi?”

Metterebbe in ginocchio la reach e l’engagement del tuo profilo instagram in poche ore.

Ne parlavamo qualche mese fa sul divano di casa mia a Ferrara.

Anni di lavoro buttati nel cesso in pochi minuti.

Ecco cosa succederebbe.

Ebbene, non so se sia questione di karma o lune storte, ma questa stessa cosa è successa proprio ieri sera.

Oggi mi sono svegliato con 318.000 followers, di cui solamente 180.000 veri.

138.000 followers falsi non arrivano per caso.

È merito di qualcuno che ti vuole male.

E, per me, è un danno di reputazione non da poco.

Immaginate quante persone mi hanno scritto:

“Dario, proprio te che insegni come aumentare i followers, ti compri 150.000 followers finti?”

Forse mi ha ferito di più vedere persone pensar male che l’incremento in se.

Veramente sarei così stupido da sabotarmi da solo in questa maniera?

Chi muove queste accuse non conosce l’algoritmo e non sa che aggiungere una tale mole di followers finti non può che peggiorare (o distruggere) le performance del profilo.

Non avevo bisogno di 150k followers in più.

O forse qualcuno ha creduto di si.

Oppure ha pensato che, invece di concentrarsi sul proprio lavoro, fosse più facile sabotare quello altrui.

Al di là di chi possa esser stato (ovviamente ho delle idee) ora non posso che concentrarmi sul da farsi.

Due cose.

E una vi riguarda.

PRIMA COSA

1) Posso realizzare un nuovo profilo. Partire da zero. Impiegare diversi mesi per tornare a 100.000 followers e farlo in maniera pulita. Ottenendo un profilo con engagement migliore di quello che avevo fino a ieri.

Il pericolo?

Una volta che riparto da zero e raggiungo 10k followers è facile (e relativamente economico) per chi mi vuole male ricomprare 20, 30k followers e mettermi ko.

2) Posso mettermi a ripulire l’attuale profilo. Bloccare follower dopo follower potrebbe richiedere 1 anno di lavoro per tornare allo stato originario.

Chi mi scoprirà su instagram da oggi in poi potrebbe additare il mio engagement e credere che sia il genere di persona che compra followers.

Però, almeno, manterrei le stories, le foto, il pubblico che ho costruito in anni di lavoro. Alla fine ho scelto la seconda opzione.

O almeno così proverò.

Attenzione però.

C’è un problema, e riguarda te.

Non scherzo.

Molte delle persone che mi seguono (tra cui molti di voi) non hanno mai interagito con il mio account.

Intendo like e commenti sotto le mie foto.

L’unico modo per targettizzare questi followers finti e bloccarli è bloccare tutti coloro che non hanno interagito con il mio account negli ultimi sei mesi.

Molti di voi ci finiranno dentro e verranno bloccati non potendo più vedere il mio profilo.

Proprio per questo, se volete evitarvi questa cosa, vi chiedo di fare una semplice operazione:

Mettete like o commentate una o più mie foto.

SECONDA COSA.

Questo aumento di followers potrebbe sconvolgere anche la reach del mio profilo, quindi vi consiglio di attivare le notifiche se volete vedere i miei contenuti.

Ad ogni modo vi ringrazio per tutto il sostegno che apporterete in termini di engagement nei prossimi mesi.

Un abbraccio,

Dario.

PS: Ho aperto un secondo profilo che si chiama @dariotalks dove caricherò solo brevi video parlati.

Se vi fa piacere seguitelo

PPS: Nei prossimi mesi vi aggiornerò sugli sviluppi e le strategie che utilizzeremo.

Perché ricordate che, se fate gli influencer o il 100% del vostro personal brand si basa su instagram, potrebbe succedere anche a voi.

INCREDIBILE

Quando ho terminato di leggere questo post, 3 sentimenti mi hanno pervaso, uno dietro l’altro in rapida successione:

  1. Dispiacere: più di un anno della propria vita passato a crearsi un brand online, una figura professionale, preso e buttato via. Puf. Sparito nel nulla.
  2. Rabbia: la tipica mentalità dell’italiano medio che cerca con modi illegali e scorretti di prevelare su altri? Un semplice stronzo? Un bambino troppo stupido per capire il danno che ha causato? Gelosia? Invidia? Non lo sapremo mai. Fatto sta che qualcuno ha causato il tutto.
  3. Preoccupazione: come detto da Dario, può succedere a chiunque.

Come ti sentiresti se vedessi tutto il tuo lavoro, denaro, tempo impiegato nella creazione di contenuti, preso e rovinato da una persona esterna alla tua vita che nemmeno conosci?

Ed ecco il motivo del titolo di questo articolo e di questo pensiero.

A casa propria è sempre meglio

Moltissime persone (non è il caso di Dario Vignali ovviamente, ma c’è chi agisce in questo modo), snobba completamente piattaforme come un possibile sito web o un blog aziendale, per creare il proprio business online solo sui Social Network.

Il motivo? Comodità e semplicità presumo. La minestra è già pronta.

Zero difficoltà tecniche, lo sa usare chiunque, non costa denaro e relativamente occupa meno tempo rispetto la gestione di una delle piattaforme sopracitate.

Ma non bisogna mai dimenticare che ci troviamo a casa d’altri.

Con questo voglio dire che non avremo mai il pieno controllo di questi spazi, anche se c’è sopra il nostro nome e la nostra foto profilo.

Ai signori che gesiscono Instagram, Facebook, i vari Twitter, Linkedin ecc, poco importa di chi siate voi e quanti follower abbiate.

Se combinate qualcosa che non va bene il vostro profilo viene chiuso.

Se accade qualcosa alla piattaforma, tipo un incidente che provoca la perdita dei dati (difficilissimo è vero, ma mai dire mai) perderete tutto.

Se dovesse chiudere, per i più disparati motivi, vi troverete in braghe di tela, senza più sapere dove sbattere la testa.

Con questo non sto dicendo che i Social Networks sono il male, di non usarli, fanculo tutti e tanti saluti.

Ma bisogna prendere in considerazione anche altro.

Perchè il blog e/o il sito web?

Entrano in campo i due signori citati nel titolo qua sopra.

Un dominio, con uno spazio web, sono proprietà vostra.

Potreste addirittura farvi il server in casa, ed ecco che tutto ciò che c’è dentro non vi verrà mai portato via.

Con i giusti backup, se dovesse esplodere tutto, il giorno dopo tornate online, senza ripercussioni sulla vostra immagine, senza la perdita di posizionamento e senza rischi per il vostro business online.

Si tratta di piattaforme create da voi, dove fate ciò che volete e dove ogni cosa sta ai vostri ordini e desideri.

In una vecchia diretta fatta da Dario Vignali su Instagram, lui stesso cita il blog come una piattaforma dalla potenza straordinaria e che lui stesso, non segue più molto come prima solo a causa della mancanza di tempo.

Realizzare un diretta live su Instagram da 20 minuti impiega 20 minuti del vostro tempo, scrivere l’articolo di un blog può portare via, a ore distaccate di lavoro, anche qualche giorno.

Ma questo non è il nostro caso, o almeno non lo è, per chi come me, ha un discreto pubblico, ma nemmeno i 180.000 follower (prima dell’attacco) che ha Dario Vignali.

Sono del parere che fino a quando non raggiungi quelle cifre, in cui ti sei creato attorno una community cosi grande, che puoi permetterti di creare un corso online e guadagnare semplicemente facendone l’annuncio su Instagram, non puoi rinunciare a una piattaforma come un Blog Aziendale.

E in ogni caso, per tutti i motivi di cui vi ho parlato poco fa, io non ci rinuncerei per nulla al mondo.

Conclusioni

Siamo tutti a rischio. Il pericolo è dietro l’angolo per tutti, e per questo bisogna tutelarsi.

Solo un pazzo rinuncerebbe all’utilizzo di un Blog Aziendale nel 2018 per fare Business Online.

Se non vogliamo che ci accada qualcosa come a Dario Vignali (o peggio) e ritrovarci all’improvviso senza più strumenti per comunicare con il nostro pubblico, è OBBLIGATORIO, aprirsi un Blog Aziendale e iniziare a scriverci dentro per fare un buon business online.

E tu cosa ne pensi? Questo articolo verrà ovviamente condiviso ovunque (fino a che non mi capita nulla, i Social Networks li uso comunque eh), fammi sapere nei commenti qual è il tuo pensiero!

A presto!

 

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