Modello RGB

Una vasta percentuale dello spettro visibile può essere rappresentata miscelando tre componenti base di luce colorata in diverse proporzioni ed intensità. Queste componenti rappresentano i colori primari: rosso, verde e blu (RGB).
La sovrapposizione dei tre colori primari produce i colori secondari: cyan, magenta e giallo.
Poichè i colori primari vengono combinati per creare il bianco, essi vengono anche chiamati colori additivi. Unendo insieme tutti i colori si ottiene il bianco, cioè tutta la luce viene riflessa all’occhio. I colori additivi vengono usati per l’illuminazione, i video, i registratori di pellicole ed i monitor. Il monitor, ad esempio, crea il colore emettendo la luce attraverso sostanze fosforescenti rosse, verdi e blu.

Metodo RGB

Il metodo RGB di Photoshop usa il modello RGB, assegnando un valore di intensità ad ogni pixel compreso fra 0 (nero) e 255 (bianco) per ognuna delle componenti RGB di un’immagine a colori. Ad esempio, un colore rosso luminoso può avere un valore R di 246, un valore G di 20 ed un valore B di 50. Quando i valori di tutte le tre componenti sono uguali, si ottiene una sfumatura di grigio. Quando il valore di tutte le componenti è 255, si ottiene il bianco puro, mentre quando il valore di tutte le componenti è 0, si ottiene il nero puro.
RGB è il metodo predefinito per le immagini nuovo di Photoshop. Quando lavorate con altri metodi di colore, tipo CMYK, Adobe Photoshop converte temporaneamente i dati CMYK in dati RGB in quanto i monitor dei computer visualizzano i colori usando il modello RGB.

Modello CMYK

Mentre il modello RGB dipende da una sorgente luminosa per la creazione del colore, il modello CMYK si basa sulla qualità di assorbimento della luce dell’inchiostro sulla carta. Quando la luce bianca colpisce gli inchiostri translucidi, viene assorbita una parte dello spettro. Il colore che non viene assorbito viene riflesso all’occhio. Questo modello è utilizzato nei sistemi di stampa sia tipografica sia nelle comuni stampanti a getto d’inchiostro o altro.
In teoria, i pigmenti puri di cyan (C), magenta (M) e giallo (Y) devono combinarsi per assorbire tutto il colore e produrre il nero; per tale motivo sono chiamati anche colori sottrattivi. Poichè tutti gli inchiostri di stampa contengono impurità, questi tre inchiostri producono in realtà un marron scuro, mentre per produrre un vero nero devono essere combinati con un inchiostro nero (K).
La combinazione di questi inchiostri per riprodurre il colore viene chiamata stampa in quadricromia.
I colori addittivi e sottrattivi sono colori complementari. Ogni coppia di colori sottrattivi crea un colore additivo.

Metodo CMYK

Con il modello CMYK di Photoshop, ad ogni pixel di un’immagine CMYK viene assegnato un valore percentuale di ciascun inchiostro di quadricromia. Ai colori più chiari (luci) vengono assegnate piccole percentuali di colori di quadricromia, mentre ai colori più scuri (ombre) vengono assegnate percentuali più alte. Ad esempio, un rosso brillante può contenere 2% di cyan, 93% di magenta, 90% di giallo e 0% di nero. Nelle immagini CMYK, il bianco puro si ottiene quando tutte le quattro componenti hanno valore 0 percento.
CMYK è il metodo da usare per la preparazione di un’immagine da stampare in quadricromia. La conversione di un’immagine RGB in CMYK a questo scopo crea una selezione di colore. Tuttavia, se l’immagine è in origine RGB, è opportuno modificarla prima di convertirla in CMYK. Quando lavorate in RGB, potete usare il comando “Anteprima CMYK” per simulare gli effetti della modifica senza modificare realmente i dati dell’immagine. Potete anche usare il metodo CMYK per lavorare direttamente con immagini CMYK che sono state digitalizzate o importate da sistemi della fascia alta.

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